Nel 1665 Isaac Newton definì la celeberrima legge di gravitazione universale, che osserva
come la forza di attrazione di due corpi sia proporzionale alla massa dei due corpi e
inversamente proporzionale alla loro distanza. Che vuol dire? Significa che maggiore sarà la
massa dei due corpi, maggiore la loro forza d'attrazione, maggiore la distanza, minore la
forza. La formula esatta di questa legge (che riportiamo per i più curiosi e appassionati) è la
seguente: F = G (m M/ r2 )
Spieghiamo quindi la formula. F sarebbe la forza di gravità, quindi il risultato del calcolo; G
è la costante di Newton, che ha un valore che non cambia mai (per questo si chiama
costante); m e M sono rispettivamente la massa del corpo con la massa minore e la massa
del corpo con la massa maggiore; r2 la distanza al quadrato. Quindi questa legge è sempre
corretta? In realtà no. Come abbiamo visto nella legge di gravitazione universale, la forza di
attrazione diminuisce con la distanza. E così è anche per le orbite. La velocità di un corpo
orbitante diminuisce infatti con la distanza dal corpo attorno a cui orbita. Ma se adesso
osservassimo alcune stelle della galassia di Andromeda molto lontane dal centro della
galassia, noteremmo che la loro velocità è incredibilmente maggiore rispetto a quanto
risulterebbe dai calcoli fatti in base alla legge di gravitazione universale.
Da questa osservazione partì l'ipotesi dell'esistenza di una materia invisibile: la materia
oscura. Come ci aiuterebbe la materia oscura a far quadrare i nostri calcoli? Se una materia
oscura fosse presente, avesse una massa molto più grande rispetto alla galassia di
Andromeda e si espandesse ben oltre quest'ultima, la velocità delle stelle, per effetto della
gravità esercitata dalla materia oscura, diminuirebbe soltanto di poco allontanandosi, come
effettivamente è. Ma da cosa è composta la materia oscura? Innanzitutto disponiamo di una
serie di indizi che ci possono aiutare a capire quali sono le particelle che compongono la
materia oscura:
– la materia oscura interagisce pochissimo con la materia ordinaria (ossia quella non
oscura). L'unica forma d'interazione conosciuta con quest'ultima è infatti la gravità;
– la materia oscura non può essere fatta di particelle come l'elettrone o il quark
(particella che forma neutroni e protoni);
– la materia oscura è molto stabile, perciò la vita delle sue particelle dev'essere di
almeno 13,8 miliardi di anni, ovvero la distanza di tempo tra il big bang e adesso;
– la materia oscura interagisce poco anche con se stessa;
– la velocità delle “particelle oscure” dev'essere non troppo alta, altrimenti la materia
oscura non si sarebbe raggruppata come invece è successo;
Grazie a queste informazioni possiamo eliminare tantissimi candidati. Una particella che
soddisfa tutti i requisiti viene chiamata WIMP (Weakly Interactive Massive Particle). Un
WIMP sarebbe il neutralino, una particella teorica. Degli altri candidati sarebbero gli
assioni, che tuttavia, come il neutralino, sono particelle solo teoriche.
È utile inoltre sapere che l'universo è composto dal 27% dalla materia oscura. Questo non
vuol dire però che il restante 73% sia totalmente composto da materia ordinaria. Infatti
soltanto il 5% è costituito da materia ordinaria. Ma allora il restante 68% da cosa è formato?
Dall'energia oscura, che è anche ciò che sta facendo espandere il nostro universo. Ma di
questo parleremo in un altro articolo. La materia oscura è quindi uno dei più grandi segreti
dell'universo: Di cosa è fatta? Come la possiamo trovare? Sono domande che ci auguriamo
un giorno possano trovare delle risposte.
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